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Regionali, sen. D’Anna (Gal): “Campania in Rete non è lista cosentiniana. I diffamatori se ne facciano una ragione”

NAPOLI. “A due giorni dal voto e con l’evidenza dei flussi elettorali, si continua a riproporre la stantìa strumentalizzazione che accosta ai voti di Campania in Rete il nome di Nicola Cosentino quale ispiratore e sostenitore della lista stessa”. A denunciarlo, in una nota, è il senatore Vincenzo D’Anna, vicepresidente del gruppo Gal, che poi così continua: “sarebbe opportuno consigliare a chiunque si attardi a rappresentare fatti e considerazioni politiche del tutto inesistenti, un’attenta lettura circa la provenienza dei voti espressi in favore di Campania in Rete. Apparirà, allora, del tutto evidente come in provincia di Caserta la stragrande maggioranza dei consensi sia stata espressa nella Valle di Suessola, in quei Comuni, cioè, dove è forte la presenza del neo eletto consigliere Alfonso Piscitelli e di quanti si collegano al sottoscritto. Lo stesso dicasi per le altre province campane”.

Per D’Anna: “che tali voti siano stati determinanti per la sconfitta di Stefano Caldoro ed il ridimensionamento del potere che era nelle mani di una classe dirigente espressione del cerchio magico berlusconiano, è parimenti evidente e lo si deve solo ed esclusivamente all’impegno e al coraggio dei 50 candidati di Campania in Rete i quali, con scarsità di mezzi economici e con un simbolo del tutto sconosciuto, hanno saputo raggiungere l’obiettivo di portare Alfonso Piscitelli, già sindaco di Santa Maria a Vico, tra i banchi del Consiglio regionale”.

“I diffamatori se ne facciano una ragione: la stagione politica di Cosentino e dei cosentiniani è da tempo archiviata” ribadisce ancora il parlamentare del Gal che poi conclude: “che Nicola Cosentino stia subendo un processo politico basato sul sentito dire e senza riscontri oggettivi al teorema dei pubblici ministeri resta un fatto evidente che ci spinge unicamente ad una battaglia in difesa delle libertà, contro l’abominio del carcere preventivo e della gogna mediatica avverso alla quale continueremo a batterci nel solco dei valori che si ispirano al liberalismo in uno con il quotidiano contrasto ad ogni forma di criminalità”.


http://www.ilmattino.it/napoli/politica/danna_campania_in_rete_cosentino/notizie/1390397.shtml

 
 
 
 

D’Anna (Gal): Campania in Rete non è lista cosentiniana. I diffamatori se ne facciano una ragione

Roma, 3 giu. (askanews) – “A due giorni dal voto e con l’evidenza dei flussi elettorali, si continua a riproporre la stantìa strumentalizzazione che accosta ai voti di Campania in Rete il nome di Nicola Cosentino quale ispiratore e sostenitore della lista stessa”. Lo denuncia, in una nota, il senatore Vincenzo D’Anna, vicepresidente del gruppo Gal.

“Sarebbe opportuno – prosegue – consigliare a chiunque si attardi a rappresentare fatti e considerazioni politiche del tutto inesistenti, un’attenta lettura circa la provenienza dei voti espressi in favore di Campania in Rete. Apparirà, allora, del tutto evidente come in provincia di Caserta la stragrande maggioranza dei consensi sia stata espressa nella Valle di Suessola, in quei Comuni, cioè, dove è forte la presenza del neo eletto consigliere Alfonso Piscitelli e di quanti si collegano al sottoscritto. Lo stesso dicasi per le altre province campane”.

“Che tali voti siano stati determinanti per la sconfitta di Stefano Caldoro ed il ridimensionamento del potere che era nelle mani di una classe dirigente espressione del cerchio magico berlusconiano – sottolinea D’Anna – è parimenti evidente e lo si deve solo ed esclusivamente all’impegno e al coraggio dei 50 candidati di Campania in Rete i quali, con scarsità di mezzi economici e con un simbolo del tutto sconosciuto, hanno saputo raggiungere l’obiettivo di portare Alfonso Piscitelli, già sindaco di Santa Maria a Vico, tra i banchi del Consiglio regionale”.

“I diffamatori – conclude il senatore di Gal – se ne facciano una ragione: la stagione politica di Cosentino e dei cosentiniani è da tempo archiviata. Che Nicola Cosentino stia subendo un processo politico basato sul sentito dire e senza riscontri oggettivi al teorema dei pubblici ministeri resta un fatto evidente che ci spinge unicamente ad una battaglia in difesa delle libertà, contro l’abominio del carcere preventivo e della gogna mediatica avverso alla quale continueremo a batterci nel solco dei valori che si ispirano al liberalismo in uno con il quotidiano contrasto ad ogni forma di criminalità”.