312013Lug
Sanità: i centri accreditati annunciano la serrata contro i tetti di spesa

Sanità, centri privati accreditati verso la serrata. Il presidente di FederLab, sen. D’Anna denuncia la Regione alla Corte dei Conti: “Le alchimie contabili della struttura sub commissariale ci stanno portando all’interruzione dell’erogazione delle prestazioni sanitarie gratuite per il cittadino”.

NAPOLI. Centri privati accreditati pronti alla serrata. Il sen. Vincenzo D’Anna, nella qualità di presidente nazionale di FederLab Italia, denuncia la Regione Campania alla Corte dei Conti.
Questo è quanto emerso dalla conferenza stampa organizzata, stamattina, negli spazi dell’hotel Mediterraneo di Napoli dall’associazione dei laboratoristi.
Lavorare in queste condizioni non è più possibile. La condotta della struttura sub commissariale della Regione ci sta conducendo all’interruzione dell’erogazione delle prestazioni sanitarie gratuite per il cittadino che sono comunque sottostimate, in ragione dell’effettivo fabbisogno necessario a garantire i livelli essenziali dell’assistenza sanitaria in Campania” ha detto D’Anna.

Sul banco degli imputati sono finite l’adozione del nuovo tariffario nazionale per le prestazioni specialistiche e il caso legato alla recente sentenza della Corte Costituzionale con la quale è stata dichiarata l’illegittimità della norma che vietava il pignoramento delle risorse assegnate alle Asl da parte dei centri privati accreditati beneficiari di titolo esecutivo.

Sentenza, ha ribadito D’Anna: “che evidenzia, ancora di più, il danno che la Regione e le Asl hanno prodotto nella misura in cui sono state assolutamente inadempienti, non solo rispetto ai protocolli d’intesa sottoscritti con le associazioni di categoria, ma anche per quanto concerne il pagamento dei decreti ingiuntivi definitivamente esecutivi, e rispetto ai quali, nel frattempo, in vigenza della impignorabilità, sono maturati ulteriori interessi”.

A tal proposito il presidente di Federlab depositerà, nei prossimi giorni, un esposto alla procura regionale della Corte dei Conti, con il quale si denuncia “l’inadempienza della Regione e il danno erariale venuto a crearsi”.
Sotto i riflettori è finito anche il recente decreto regionale numero 88/2013 con il quale Palazzo Santa Lucia ha fissato i limiti di spesa e i volumi di prestazioni per le strutture ambulatoriali private accreditate. Decreto, che per il leader di FederLab: “presenta notevoli criticità e quindi è illegittimo”.

La Regione – ha ammonito D’Anna – continua a trascurare il reale fabbisogno di prestazione sanitaria da parte dell’utenza. Non a caso la sottostima del fondo destinato alle prestazioni è stata realizzata attraverso una serie di alchimie contabili che non possono non determinare, anche quest’anno, l’esaurimento anticipato delle prestazioni gratuite per l’utenza e soprattutto per le fasce deboli e i malati cronici”.

Ancora, è stato evidenziato nel corso della conferenza stampa: il decreto “interviene quando già sono stati erogati sette/dodicesimi di prestazioni per conto del Servizio Sanitario Nazionale”. Quindi: “soffre della violazione del principio di irretroattività degli atti amministrativi”. Inoltre, ha ribadito il presidente D’Anna: “lo stesso decreto è carente sia sotto il profilo motivazionale, sia sotto quello istruttorio laddove attribuisce volumi di spesa in aumento per tutte le branche specialistiche ad eccezione di quella di laboratorio”.
Per il leader dei laboratoristi: “è priva di motivazione anche la disposizione secondo la quale le tariffe del decreto ministeriale del 18 ottobre 2012 (tra l’altro sub judice) entrerebbero in vigore in modo differenziato a seconda se sono inferiori oppure superiori rispetto a quelle previgenti. E in particolare viene stabilito che le nuove tariffe si applicano dal 12 febbraio 2013 se inferiori a quelle previgenti, e dal 2 aprile 2013 se maggiori rispetto a quelle previgenti. Il tutto ovviamente a favore della Regione Campania”.

Ulteriori aspetti di illegittimità – ha concluso D’Anna – sono al vaglio dei legali dell’associazione ai fini della predisposizione dei ricorsi che in questa fase si rendono, purtroppo, inevitabili”.

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