312022Mag
Alla fiera dell’Est

Chi si addentra nel Casertano a Est della provincia, imbccando l’Appia Antica, la “regina viarum”, sa di percorrere una strada di antichissima fattura che risale all’epoca di Roma, e più precisamente al terzo secolo avanti Cristo. Prima Plinio il vecchio poi Strabone furono tra coloro che ne illustrarono le fattezze e l’importanza strategica. Per i romani le strade erano di assoluta importanza tra le opere pubbliche, così come avevano appreso dalla lunga sequenza di geografi greci. L’arte di “descrivere” il territorio, infatti, era di essenziale importanza per ogni Stato che si rispettasse, sia per far viaggiare le merci sia per far transitare gli eserciti conquistatori.

L’Appia fu l’arteria che collegò l’Urbe a Brindisium (odierna Brindisi), quindi al Sud Est della Penisola e, di conseguenza, alle colonie della Magna Grecia. I Romani, che ne allungarono il primo tratto, che terminava a Capua, sperimentarono quanto fosse indispensabile un’arteria come quella nella guerra secolare che li oppose ai Sanniti. Lo compresero anche a loro spese allorquando incapparono in una dura sconfitta tra le gole di Arpaia dove subirono l’onta di doversi chinare sotto il giogo dei vincitori (episodio delle “forche caudine”). Per quanto nota ed illustre sia stata l’Appia, che fa ancora da ossatura per buona parte della provincia di Terra di Lavoro, in particolare di quell’area che si protende verso Benevento, sono anni che se ne attende una sistemazione ed un adeguamento. In tal senso, un progetto finanziato dal CIPE (Ministero del Tesoro), venne alla luce oltre venti anni orsono ma i finanziamenti, auspice Antonio Bassolino allora ministro della Repubblica, furono stralciati a beneficio della realizzazione di ulteriori ampliamenti della Metropolitana di Napoli. Successivamente rifinanziati ed anche appaltati, gli interventi di restyling caddero nell’oblio, ovvero nella disponibilità dei parlamentari beneventani. Questi ultimi, approfittando dell’eclissi di Clemente Mastella, liquidato per via giudiziaria con il suo partito di governo, e della levità salottiera ed inconcludente dell’ex ministro Nunzia De Girolamo, con alla testa il deputato del Pd Umberto Del Basso De Caro, decisero di dare inizio all’opera partendo però dalla capitale del Sannio. Insomma: non da Caserta, ove la situazione del traffico è caotica ed occorrono ore per raggiungere Benevento tra mille Comuni attraversati ed una selva di incroci e di semafori, ma dal tratto pedemontano compreso tra Paolisi e Rotondi, il più oneroso come spesa ed il meno urgente!! Misteri della politica politicante!! Tuttavia non s’ode un solo grido di allarme a Caserta ove da alcuni anni a questa parte la rappresentanza parlamentare (ma anche quella regionale) è in tutt’altre faccende affaccendate. Succuba delle leadership napoletane e salernitane, i nostri “onorevoli” beccano il poco di granturco che gli viene concesso sull’aia delle opportunità politiche, non senza gonfiare il petto e spiccare il volo delle galline. Il tutto in attesa – come fecero gli imperatori romani Augusto, Traiano e Adriano – che qualcuno a Roma si ricordi dell’Antica Appia e le ridia dignità di regina viaria. Ma di questi tempi la politica, alleggerita dei saperi e delle capacità, non finisce di stupire, nonostante l’incuria e l’insipienza della classe amministrativa che governa oltre una quarantina di Comuni prospicienti quello storico tratto di strada.

A partire da Caserta si può scorgere, infatti, un primo fatto sorprendente: lo scheletro, ovvero il fantasma, del Policlinico Universitario, la tomba di un’opera progettata quarant’anni fa, abbandonata, ormai, da oltre un decennio. Certo non è il sepolcro di Cecilia Metella che troneggia sull’Appia appena fuori Roma, tuttavia, quanto a dimensioni e volumetria, la supera di un bel po’. Come se non bastasse, ecco che nei pressi di Maddaloni, nell’ex area Cementir (grande rendita dei Caltagirone ) , si prepara e si preannuncia un affare miliardario, il sorgere di un parco divertimenti che dovrebbe far impallidire Disneyland per dimensione! Già circola la voce di 3.500 assunzioni in quel luogo, in grado di accontentare le clientele dei politici locali e provinciali per i prossimi trent’anni!! Sarà che la strada fu anticamente descritta da Orazio, compagno di viaggio del prodigo Mecenate patrocinatore delle arti ai tempi di Augusto, qualcuno si sente l’erede del nobile e ricco romano, tanto che poco più innanzi, verso Arienzo, si progetta niente di meno che…la costruzione di un’area con tanto di lago artificiale!!

Insomma: refrigerio e divertimento assicurato anche a quelle latitudini, con il retroterra di diverse centinaia di assunzioni benemerite e ben auspicanti per le future candidature dei sindaci del mandamento orientale di Caserta. Da quali fonti finanziarie dovrebbero sgorgare i soldi prima delle chiare, fresche e dolci acque, non è dato sapere. Nelle more che il gigantismo mentale dei Politici assuma fattezze concrete, oltre che per l’ipertrofia dell’ego di questi ultimi, realizzi queste opere, ci dobbiamo accontentare di una strada sconnessa ed impraticabile, intasata di traffico ed invivibile per gli abitanti che vi vivono accanto. Aspettando le mirabolanti promesse ci teniamo le buche e maledizioni dei conducenti. Meglio allora dire che si tratta della fiera dell’Est casertano!!