212021Dic
Onda su onda

Non è il titolo di una famosa canzone di Paolo Conte, il baffuto cantautore che da anni incanta le platee di tutto il mondo con il suo pianoforte e la musica variopinta dell’orchestra che lo segue al ritmo del jazz e del blues. La cantava di frequente, con voce flebile ma intonata, anche un idolo della mia generazione: Bruno Lauzi, membro di diritto della schiera dei famosi cantautori genovesi come Gino Paoli, Fabrizio De André, Umberto Bindi a cui si era aggregato il povero Luigi Tenco. Lauzi, come altri cantanti degli anni ’60 del secolo scorso, prese in prestito molte canzoni dallo chansonnier astigiano ed “onda su onda” fu portata al successo ed alla notorietà proprio da lui. Purtroppo qui non parliamo di musica, bensì di…onde epidemiche da Covid Sars 2 che assillano e turbano i sonni del mondo intero, mietendo vittime, inducendo a reiterate vaccinazioni la popolazione. E’ ormai cosa certa che l’immunità di gregge, che gli scienziati telegenici avevano garantito, è solo un miraggio e che la vaccinazione rappresenti un metodo per arginare il morbo più che per debellarlo. E tuttavia la terapia genica, malaccortamente definita vaccinazione, per gli analoghi effetti immunizzanti che essa procura, rappresenta a tutt’oggi l’unica terapia di massa facilmente praticabile su miliardi di persone ed a costi abbastanza contenuti. Intendiamoci: si tratta solo di un rimedio efficace ma non risolutivo, contrariamente a quanto asserito dal tamburo propagandistico, battuto all’unisono dal mainstream mondiale e dall’Oms. Tutte le altre ipotesi non offrono capillarità, semplicità di impiego e risultati universalmente accettati ed accertati, con buona pace del popolo dei contestatori “no vax” e di quanti abboccano alla scienza propagata sui social da improvvisati competenti. Abbiamo più volte scritto, su queste stesse colonne, che serve un rimedio di massa che debelli il virus sradicandolo dalla faccia della terra oppure riducendolo alla bassa patogenicità come altre analoghe specie virali.

Gli stessi anticorpi monoclonali poco maneggevoli ed utili nella fase iniziale della malattia virale, si sono rivelati un rimedio circoscritto, da praticare in ambiente sanitario qualificato. Resta la speranza, piuttosto concreta, degli anti virali per via orale e di un’altra generazione di anticorpi monoclonali, più efficaci e maneggevoli, che sono entrambi di prossima introduzione. La facile assunzione di questi “farmaci”, senza mediazione di strutture sanitarie particolari e di personale specializzato, allargherà la sfera dei fruitori e con essi aumenterà, in combinato disposto con la terapia genica, anche la fascia di zone esenti dal Covid per lungo periodo. Ma quello che oggi più preme capire e conoscere è l’intima azione che il morbo svolge all’interno del corpo umano per svilupparsi e procurare quella tempesta di citochine (infiammatorie) che determina le complicanze mortali come causa oppure concausa della malattia stessa. Purtroppo il mondo intero si è trovato disarmato innanzi a questa epidemia, non importa se procurata da un salto di specie del virus, oppure dall’imperizia dell’uomo che lo maneggiava nei laboratori. A tutt’oggi ancora non si capisce come realmente possa scatenarsi la tempesta infiammatoria che è alla base della patologia nella sua forma più grave. Su questo versante, lo sbandamento della scienza e dei governi origina dalla mancanza di percorsi codificati da leggi sulla sperimentazione clinica e sulla verifica dei risultati da parte di enti veramente terzi ed impermeabili alla corruzione oppure alla pressione dei produttori di medicinali. Chiunque oggi abbia cose nuove da rivelare, frutto di studi ed osservazioni scientifiche svolti senza il controllo ed il patronato delle istituzioni sanitarie, non ha a chi ricorrere per essere ascoltato e per sottoporre, a prove scientifiche, i postulati di queste nuove scoperte, o presunte tali. In Italia nel ginepraio di leggi che vigono, rispettate o meno, manca quella che indichi a quale percorso giuridico e scientifico bisogna accedere per verificare le nuove teorie e la loro presunta efficacia.

La stessa Agenzia per il Farmaco (Aifa) è un carrozzone para politico. Mancando l’esercizio di una possibilità garantita agli scopritori, l’accesso ad un percorso già noto e collaudato di fasi di verifica e riscontro, molte idee vengono scartate a priori e non valutate nella loro reale potenzialità. Ha quindi gioco la ricerca e la verifica fatta dagli stessi produttori di farmaci che se la cantano e se la suonano da soli, inibendo ogni altro percorso che potrebbe ledere i loro interessi. Innanzi a questa palmare evidenza a questa lacuna legislativa, allo sfacciato favoreggiamento dei produttori di farmaci, all’unisono con i finanziatori, una parte del sistema sanitario, i ricercatori e gli atenei, nessuno ha il coraggio di alzare una voce. Ondata su ondata epidemica si procede verso continue e plurime vaccinazioni.  Navigando a vista.

Appunto: onda su onda.