172020Ott
La sindrome di Stoccolma

“Tanto tuonò che piovve”, recita il vecchio adagio. Dopo vari interventi televisivi, tutti improntati alla mistica del verbo assoluto, nei quali Vincenzo De Luca aveva minacciato l’adozione di provvedimenti sociali drastici per fronteggiare l’avanzata dei contagi, ecco arrivare le fatidiche restrizioni anti Covid. Morale della favola: dopo un primo assaggio con l’obbligo di mascherine all’aperto, le limitazioni nei ristoranti, lo stop a cerimonie pubbliche, matrimoni e feste private, da oggi siamo chiamati a fare i conti con la stoccata più pesante del lotto: chiuse, fino al 30 ottobre, tutte le scuole primarie, secondarie e le Università. Fanno eccezione gli asili e non si capisce il perché di questa deroga. In verità non si capisce quale sia il costrutto di queste disposizioni che, oltre a limitare le libertà individuali, appaiono contraddittorie ed inutili sotto il profilo della prevenzione. Ripeteremo, fino alla noia, che l’incremento dei casi positivi non significa alcunché, dal momento che il 95% dei positivi è asintomatico e come tale da non considerarsi malato ed infetto. Lo stesso governatore della Campania qualche giorno prima, nella sua solita comparsata televisiva, lamentava che buona parte dei ricoveri per gli asintomatici erano del tutto inutili perché ingolfavano ospedali e posti letto.

Nel frattempo, notizia nella notizia, un altro vaccino, giunto nella fase sperimentale sull’uomo, è stato ritirato per inaspettate, gravi reazioni avverse, mettendo in ridicolo le asserzioni di quanti assicuravano prossimi, efficaci e sicuri i farmaci anti Covid. Tuttavia la solfa quotidiana delle cifre sui positivi e sul numero dei decessi supposti a causa del coronavirus, continua a diffondere paura tra la gente rendendola incline ad ingoiare qualsiasi rospo partorito da chi governa Nazione e Regioni. Il tam tam ora è: “vaccinatevi tutti contro l’influenza”, omettendo di dire che è quella dello scorso anno. Tale ritornello è diventato un altro cavallo di battaglia del nostro sceriffo che lancia lo slogan “vaccini antinfluenzali per tutti”, obbligatoriamente, da 6 ai 90 anni. Un altro mantra, in un’altra crociata che faccia effetto sulla gente nel mentre in tv continuano le passerelle di quanti si illustrano come epidemiologi di razza ma che, finora, non ne hanno imbroccata una di previsione! Gli apoti, quelli che non la bevono, sono classificati come negazionisti e vengono confinati nel luogo dello sberleffo, con coloro che credono che la Terra sia piatta, che gli Ufo siano tra noi e, dulcis in fundo, con gli immancabili no Vax.

Ecco quindi che appena decede qualcuno positivo al Covid viene immancabilmente dichiarato morto a causa del Covid. A nulla vale che le statistiche tra i contagiati sintomatici, ricoverati e deceduti del mese di aprile 2020 dimostrino che tutte le dette categorie si sono ridotte ad un quinto dei casi, nel corrente mese di Ottobre. I ricercatori continuano a sfornare pubblicazioni scientifiche che dimostrano che dopo diverse migliaia di mutazioni, il virus è diventato un normale virus influenzale e che come tale diventa problematico per anziani con patologie, soggetti fragili oppure immunodepressi. Ma il nostro governatore non fa sconti e si improvvisa epidemiologo. Dice che il numero dei guariti deve essere uguale a quello dei ricoverati, dimenticando che i ricoverati sono solo il 5% degli infetti e che questi ultimi sono, a loro volta, solo il 10% della popolazione. Confonde letalità e mortalità, morbilità e infettività come non farebbe uno studente ai primi anni di Medicina e/o di Biologia, che si appresti a sostenere l’esame di Microbiologia e Virologia. Eppure si dice che il Cotugno sia pieno di malati con sintomi respiratori, che la situazione è allarmante, immemori del fatto che oggi chiunque abbia problemi influenzali e respiratori corre a ricoverarsi. La mortalità è quasi sparita e la gente si potrebbe anche curare a casa, se solo trovasse un servizio sanitario territoriale ed un’assistenza domiciliare adeguata. Ma questo per l’ex sindaco di Salerno appare una bestemmia in chiesa, avendo menato vanto di aver risanato debito sanitarie e migliorato il sistema sanitario stesso. Eppure l’Anac (l’Agenzia nazionale anticorruzione) ha diffuso i dati di spesa necessari per fronteggiare il morbo in Italia: ebbene la Campania si distingue per essere la prima della graduatoria. Pensate: per ciascun malato, nella nostra regione, servono oltre 70mila euro di spesa!! Ospedali anti Covid ancora inutilizzati e procedure d’appalto semplificate e veloci, hanno forse reso un pessimo servizio al contribuente. Viceversa, si sono rivelati come la manna dal cielo per coloro che questa ingente massa di danaro sono chiamati a gestire.

Eppure dall’etereo pulpito televisivo, apoditticamente, il nostro presidente ci informa di portentosi traguardi raggiunti ed impartisce nuovi perentori ordini, senza alcun contraddittorio. Se è vero che nello stato liberale non conta chi comanda (lo decide l’elettore) ma come si possa controllare coloro che esercitano il comando, allora siamo nella regione del qualunquismo e dell’autoritarismo. Se queste cose tutti le tacciono, sarà bene dirle. In questa nostra terra in tanti soffrono della fatidica sindrome di Stoccolma.

La patologia che insorge per terrore e vessazione e che induce il soggetto che subisce quelle torture ad affezionarsi al suo aguzzino.