92020Ott
Contrordine compagni!

Dalle colonne di questo stesso foglio abbiamo seguito, con una certa puntualità, l’evolversi della pandemia virale, anticipando taluni argomenti anzitempo, assumendo posizioni scientifiche e politiche abbastanza fuori dal coro. Posizioni sempre argomentate, dapprima contestate, poi ignorate, infine accettate supinamente, innanzi all’evidenza di fatti ormai conclamati. In disparte, lo spreco di carta da bollo per i giudici aditi a tutela della personale onorabilità, innanzi alle critiche debordate in offese e diffamazione. L’opinione generale è ancora saldamente nelle mani dei divulgatori ufficiali di notizie, i quali continuano ad avvalersi di uomini di scienza perfettamente allineati al potere politico. Michael Rayan, capo delle emergenze per l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ha reso noto che il numero dei contagiati dal Covid 19 sarebbe venti volte più numeroso rispetto a quello attualmente noto. La sottostima deriva dalla materiale impossibilità di rilevare esattamente i dati in Continenti come Asia, Africa, America Latina. Un dato, dunque, che sembra allarmante agli occhi dei nostri governanti, che così inaspriscono i divieti, ma che, a ben vedere, abbassa la letalità del virus ( il numero di morti rispetto ai contagiati) dal 2,9 allo 0,13 % in perfetta linea con la letalità di un virus influenzale. Tuttavia in Italia si obbligano i cittadini ad indossare mascherine anche all’aperto, compresi i bambini che, si badi bene, sono protetti da un’immunità cellulare naturale che rende difficile l’attecchimento del virus. Identico sbaglio per i positivi asintomatici, che a bizzeffe vengono ricoverati nei centri Covid. Gente che, tra una sigaretta ed una chiacchiera con i compagni di ventura, gode di un’assistenza sanitaria gratuita che consiste nell’usufruire di prestazioni alberghiere, vitto ed alloggio, a spese del contribuente. Eppure dovrebbe essere noto che gli asintomatici non sono infettivi né sono malati, come ben conosce ogni studente di Medicina e Biologia che abbia superato l’esame di Microbiologia e Virologia.

Ciononostante, ogni sera, puntualmente, troviamo cifre e grafici che ci tengono in costante apprensione in caso di aumento del numero dei positivi. Insomma: una specie di cane che si morde la coda. Più test più positivi, più positivi (asintomatici al 95%), più infetti e malati da ricoverare. E dunque più misure restrittive e divieti da imporre. Ovviamente, ogni tanto ci scappa pure il morto. Ma attenzione: non basta che non ci sia stata alcuna autopsia per dichiararlo deceduto a causa del Coronavirus, è sufficiente, infatti, la positività al tampone. Anche per l’esame di laboratorio occorre fare un chiarimento: il test del tampone non è un “Golden Standard”, ovvero la prova regina per effettuate la diagnosi: non può essere tale nei fatti, non avendo né la specificità né la risoluzione adeguata. Il test rivela solo l’avvenuto contatto con il virus non l’effettiva presenza della malattia. Una prova non specifica, infatti, perché nel nostro organismo possono esserci dei residui di materiale virale simili provenienti da altri coronavirus influenzali, né può essere risolutiva perché il materiale virale repertato nel siero può rivelarsi inattivo e non espressione di una malattia in atto.

Infine lo screening può risultare qualitativamente positivo grazie un artificio tecnico, una forzatura per la rilevazione di materiale virale. Un insieme di circostanze, come si vede, che rendono a volte fallace il metodo stesso di analisi. Nozioni semplici, ovvie addirittura, che non dovrebbero essere ignorate se non vi fosse una certa dose di calcolo e di malafede in quelli che queste cose preferiscono tacere alla popolazione. Insomma: una gran babele che crea allarme, diffonde paure tra i profani, attiva meccanismi di protezione inutili e dannosi per la salute psichica e fisica della gente, e contesti catastrofici per il commercio e l’economia in generale.

I casi più eclatanti vengono dalla Campania e dal Lazio. A Roma e nelle province della regione si eseguono test veloci in farmacia, falsamente chiamati sierologici essendo questi eseguiti su sangue capillare e non su siero. Test fallaci, eseguiti da personale non idoneo in un luoghi non idonei. Tuttavia nel Lazio non sono state adottate misure sociali restrittive. In Campania si è passati dagli allarmi e dalle minacce di chiusura totale, alla retromarcia del governatore Vincenzo De Luca che ha lamentato l’eccessiva occupazione di posti letto in ospedale da parte di soggetti asintomatici!! Giovannino Guareschi, l’inventore di “Peppone e Don Camillo”, avrebbe disegnato sul giornale “Il Candido”, De Luca con la raffigurazione di un “Trinariciuto”, persona con tre fori nel naso. Così, infatti, lo scrittore rappresentava la presunta diversità politica e morale di cui menavano vanto i Comunisti. Che subito obbedivano al grido di contrordine compagni!!