82020Ott
Il rasoio di Occam

Inutile tacerlo. Il virus che circolava in Italia dal novembre 2019 fino al mese di maggio del 2020, non esiste più. Migliaia di mutazioni ne hanno addomesticato la virulenza e l’infettività e quindi la letalità. Tuttavia viviamo in uno stato di diffusa precarietà, che mette in discussione certezze ed abitudini di vita. Lo possiamo rintracciare nella nostra società, e per certi versi, nelle nostre famiglie, nei luoghi di lavoro, nella scuola, nei luoghi di socializzazione, a causa delle limitazioni e dei divieti che la politica ha imposto, per arginare la diffusione del Covid-19. Un intruso, questo virus, che ha sconvolto la vita di molte persone, determinato perdite umane in molte famiglie e che, quando sparirà, avrà cambiato, forse per sempre, buona parte del nostro modo di guardare il mondo. Innanzitutto, ci ha riportato ad una dimensione umana più fragile, ancora esposta alle leggi della natura ed agli eventi imprevisti ed imprevedibili, determinati dallo stravolgimento dell’ambiente. Sissignore, il coronavirus porterà via la nostra sicumera d’essere i padroni della natura, il “dominus del creato” che, attraverso la tecnica ed il progresso, senza punti di discontinuità, è in grado di piegare a suo piacimento il mondo che ci è stato consegnato dopo millenni di armonica evoluzione. L’umanità ancora oggi stenta a comprendere che non può esistere una vita sana e dignitosa per l’Uomo in un ambiente degradato oltre ogni limite. Che l’inquinamento ha prodotto le condizioni ambientali per l’insorgere di nuove pestilenze, quali quelle dei virus che, saltando la barriera della specie specifica, aggrediscono anche l’uomo. Il Covid ha suscitato terrore e sudditanza psicologica nella popolazione ed ha piegato buona parte di essa a soggiacere a qualsivoglia misura liberticida ed incostituzionale, emessa dalle autorità in nome della salute pubblica. Un clima che ha suscitato un abbassamento dei livelli di guardia delle libertà e dei diritti naturali di cui tutti gli uomini sono portatori.

Ha trasformato le prerogative dei singoli individui, per loro natura indisponibili a qualsiasi autorità, in diritti conculcabili e limitabili, in vuote prerogative assoggettabili alla urgente tutela sanitaria. Mai nella storia recente il potere dei governanti ha avuto tanto ascendente e tanta forza per piegare le libertà dei cittadini e per amministrare la Nazione attraverso decreti di urgenza, sotto forma di deroghe ai limiti imposti dalla corretta e trasparente procedura amministrativa. Sullo sfondo un Parlamento muto astante, chiamato a ratificare leggi già applicate e consumate. Mai in questa Nazione si erano dispensati tanti miliardi di euro senza che nessuno osasse ricordare al popolo che questi soldi altro non sono che un ulteriore debito statale che si accumula, caricato sulle spalle delle prossime generazioni. Un ambiente rarefatto, con regole allentate e controlli inesistenti, che hanno giovato non poco alla popolarità dei governanti ed al loro consenso elettorale. Allora il desiderio di perpetrare questo redditizio stato di cose, per politica e politicanti, si converte in continui allarmi sociali, in imminenti quarantene, in propositi di allungare lo stato di emergenza. È questo il cuore del problema oggi in Italia. Quindi si tenta di trasformare le positività da coronavirus degli asintomatici, circa il 95% dei contagiati, in un nuovo incombente pericolo, una nuova ondata. Tuttavia è sempre più ampia la schiera degli avveduti che protesta e che si informa sul reale stato delle cose. Sempre più folto lo stuolo degli scettici, innanzi al tentativo di obbligare la popolazione a vaccinarsi per l’influenza, con un vaccino contenente il virus del vecchio ceppo influenzale 2019, quindi praticamente inutile al momento. Lo scopo non sarebbe quello di proteggersi dall’influenza, che comunque miete circa trentamila vittime all’anno tra anziani, malati gravi, soggetti fragili, quanto quello di poter distinguere l’influenza dal Sars Cov2. Con buona pace della politica dei tamponi a tappeto per individuare le positività al virus. Risparmio al lettore ogni considerazione circa la fallacia dei test tampone, poco specifici per essere sempre attendibili, e le teorie che imputano alle vaccinazioni un effetto che potrebbe favorire l’attecchimento del virus, in determinati soggetti più esposti, una sorte di paradosso immunitario.

Quindi applicheremo la tecnica del “Rasoio di Occam” mantenendoci sugli argomenti più semplici, in grado di spiegare la veridicità dei fatti. Ecco allora che basterà dire che la carica virale presente nei positivi è bassa e la virulenza virale di gran lunga attenuata. Questo spiega la mancata insorgenza della malattia nei positivi da non considerarsi né malati né infetti. I bollettini di guerra, il numero dei tamponi e dei positivi, i ricoveri degli anziani ed i decessi dei pazienti fragili non sposta di una virgola lo stato delle cose. Siate vigili e sereni.