312020Ago
Il quarto potere

«Io sono un’autorità su come far pensare la gente», è questa l’espressione con la quale si presentava, nel primo dopoguerra del secolo scorso, Charles Foster Kane, magnate dell’editoria e dell’informazione negli Stati Uniti d’America. Un tal genere di persona, un tal genere di potere, è concepibile possa ancora esistere ai nostri giorni? Lo escluderebbe la considerazione che siamo nell’era della globalizzazione e della telematica diffusa, con migliaia di giornali on line e miliardi di interazioni e le comunicazioni sui social che coinvolgono milioni di persone in tutto il mondo. E tuttavia, esiste un evidente aporia, un vera e propria censura, nell’informazione che si è evidenziata nel periodo del Covid l-19.

Una riprova la registriamo in queste ore, nel mentre si svolgono imponenti manifestazioni di protesta in Germania, Polonia, Inghilterra ed anche in alcune città italiane che sono del tutto ignorate dalle principali reti televisive e dai grandi giornali italiani. Omissioni così palesi che fanno insorgere il dubbio di un decadimento dell’informazione verso l’opinione pubblica. Un fatto strabiliante, in un’epoca nella quale la parcellizzazione dei mezzi di comunicazione e la diffusione del web in tutto il mondo dovrebbero escludere apoditticamente ogni tentativo di occultare fatti e mistificare argomenti.

Insomma, occorre verificare se il maggior grado di libertà nelle comunicazioni e delle opportunità di poter acquisire ogni tipo di notizia direttamente dal web, possa lasciare spazio a manipolazioni del senso reale delle cose che accadono nel mondo. Da un’analisi completa e riflessiva sullo stato dell’arte, si può evincere che non conta il numero delle singole fonti di informazione, ma la potenza, la continuità ed il grado di pervasività delle informazioni nella nostra vita quotidiana, fattori, questi ultimi, che fanno la differenza.

Esistono potentati editoriali e televisivi con dietro concentrazioni finanziarie, il cosiddetto quarto potere, che operano per realizzare precise strategie nel settore dell’informazione. Questi colossi sono in grado di selezionare, uniformare, veicolare le informazioni attraverso l’utilizzo di strumenti calibrati. Utilizzano tecniche di marketing, giornalisti abili e professionali, trasmissioni organizzate per fidelizzare gli spettatori e quindi realizzare forme di indottrinamento. Alla gente si propinano notizie tendenziose, accostamenti maliziosi ed allusivi in grado di veicolare messaggi subliminali. Pubblico bombardato, intimorito e distratto dalla quotidianità del vivere, preoccupato dalla crisi economica e dal timore di contrarre la malattia, che risulta essere nella migliore condizione psicologica per abboccare alle notizie adeguatamente propinate.

Ecco quindi che gli asintomatici positivi ai test anti-Covid (persone normali) diventano untori di malattie ed essi stessi malati. Il numero dei positivi aumenta in proporzione al numero dei test eseguiti, ma questo aspetto lo si tace. Si tace sulle dichiarazioni dei direttori dei laboratori, i quali avvertono che molto spesso i test dei

tamponi diventano positivi solo dopo che, con un artificio tecnico come l’aumento dell’amplificazione del segnale, si riesce a malapena a rintracciare quantità infinitesimali e frazioni di materiale virale.

La notizia più taciuta è quella sulle cause vere dei decessi. Circola sul web la fotocopia di un modulo di un presidio ospedaliero, nel quale i pazienti deceduti, ancorché risultanti indeterminati alla verifica Covid, vengono comunque trattati e poi dichiarati deceduti da Covid. Se questo tipo di notizie viene uniformato, ripetuto più volte da più fonti, la bugia diventa una patente verità.

Recenti studi pubblicati da autorevoli scienziati, tra i quali Robert Gallo, noto per aver scoperto il virus dell’Hiv con Luc Montagnier, ci informano che il virus è mutato perdendo alcune caratteristiche genetiche essenziali. Non riesce più a produrre proteine idonee all’attacco del virus sulla superficie della cellula. Insomma, si è allentata la possibilità di aggredire le nostre cellule e nel contempo sono aumentati i presidi medici e terapeutici per curare il morbo anche a casa del paziente.

Nulla di questo si trova nelle notizie, nei programmi televisivi o nei telegiornali. C’è da chiedersi, senza peli sulla lingua, a chi giova questo teatro dei pupi in Italia? Perché Roma non protesta, come Berlino, Varsavia o Londra? Dove sono finiti i soliti noti della protesta di piazza, il popolo arcobaleno, viola, arancione, girotondino? Semplice, ora i rappresentati politici di quel popolo protestatario a senso unico, governano ed elargiscono sussidi, soddisfano quei clienti che da sempre non hanno colore politico, né età.

Il Covid-19 ormai è un affare per molti italiani, e questi miserabili non hanno fame di verità, ma di pagnotte!!