262020Apr
Uomini liberi

Strano popolo quello che abita la penisola italiana. Ha scarso senso civico ed identitario, in genere nemico dello Stato ancorché pretenda dallo stesso assistenza e beneficenza dalla culla alla bara, si adegua rapidamente alle circostanze e quasi sempre corre in soccorso del vincitore. Non gode di grande apprezzamento presso i popoli di quelle nazioni formatesi coi dettami dell’etica protestante, ovvero la preminenza del bene comune e il rispetto delle regole di convivenza della comunità.

Eppure, ogni qual volta è stato dato per spacciato, irrimediabilmente perduto sotto il peso dei debiti collettivi, in balia dell’approssimazione politica, del familismo amorale, delle fameliche clientele e degli eterni compromessi, quel popolo è riuscito ad uscirne senza soccombere, stupendo tutti e tutto. Molto spesso è stata evocata la buona sorte, l’italico stellone, come ragione di queste sorprendenti riprese dal caos nel quale la società italiana era precipitata e poi mirabilmente risollevata. Estro, intuito, gusto, fantasia, intelligenza, velocità di percezione e capacità di adattamento, sono stati i dati distintivi degli italiani e dell’Italia, i talenti per vincere la partita.

Così è stato negli oltre centocinquant’anni di storia patria, ma è giusto interrogarsi, nel corso di una grande tragedia epidemica mondiale, come quella che stiamo vivendo, se questa inciderà nel futuro sul sovvertimento dell’ordine costituito, sulla sospensione di diritti come la libertà di muoversi ed intraprendere e se ciò si perpetuerà ancora per molti anni in futuro.

In disparte il costo in vite umane e gli errori eclatanti e ripetuti commessi dalla pletora di esperti, scienziati e politici di turno, accompagnati da un’informazione codina, in Italia occorre guardare alle prospettive di vita della comunità e se sia ancora accettabile la limitazione delle libertà costituzionali. In gioco, quindi, più che in altre analoghe circostanze, c’è l’esercizio dei cosiddetti diritti negativi del cittadino, come li chiama il filosofo liberale Isaiah Berlin, ovvero diritti non disponibili ad alcuna autorità, in quanto già preesistenti e garantiti a tutti Uomini nel patto sociale su quale si fonda lo Stato moderno.

Vari sono i motivi di preoccupazione che, dopo oltre un mese di quarantena, si pongono. Un esempio è rappresentato dalla capacità dei mezzi a disposizione del potere statale di introdursi nella vita dei cittadini, la cui libertà è’ già fortemente condizionata da altri istituti coercitivi e pervasivi adottati per la lotta alla criminalità organizzata. I droni con telecamere tarate per il riconoscimento facciale, in grado anche di controllare targhe e quindi vedere in tempo reale spostamenti e frequentazioni, possono cogliere finanche le parole. Con dei braccialetti hi-tech si potranno identificare i cittadini divenuti immuni al morbo virale da quelli potenzialmente esposti, con il potenziale effetto collaterale di creare emarginazione e sospetto tra ceti sociali. Addirittura una applicazione per smartphone rileverà dati di frequentazione e dati sanitari di coloro che vi si assoggetteranno. Misure orwelliane, che rischiano di trasformare in un Grande Fratello una intera nazione.

Passando sul versante dell’economia, si registrano segni negativi a ripetizione. I nostri titoli di Stato, secondo le agenzie di rating, rasentano la classificazione di spazzatura. Un quadro a tinte fosche di un sistema economico costretto a segnare il passo, a perdere capitali e quote di mercato rispetto ad altre nazioni che hanno risolto prima e meglio la vicenda epidemica. In ogni caso, il fabbisogno finanziario è enorme ed il debito pubblico schizza alle stelle gravando sul futuro con ulteriori incognite.

Tuttavia, il dato economico passa in secondo piano innanzi alla minacciata limitazione delle libertà personali. Perché una politica insipiente ed incapace di essere tempestiva ed efficace contro la malattia dovrebbe ancora ribaltare sui cittadini la propria grave colpa? Perché dovremmo affrontare il morbo con un rimedio in uso nei secoli scorsi, come l’isolamento ed il distanziamento sociale? Perché dopo aver sbagliato a non accettare la teoria della doppia epidemia, ovvero del virus autoctono lombardo, la teoria del concorso delle micro particelle e delle polveri sottili come concausa della diffusione del virus, di aver ritardato la corretta diagnosi e la cura per mancanza di autopsie, devono essere i cittadini a subirne le conseguenze con ulteriori danni da isolamento sociale ed economico? Perché i ritardi e le inadempienze di chi governa questa vicenda si devono pagare oltre che col dolore, anche col disagio e la miseria?

Rispondere a questi interrogativi sarà essenziale per decidere la tornata elettorale autunnale. La speranza è che si svegli finalmente la coscienza di un intero popolo. Leo Longanesi soleva dire che in Italia non mancano le libertà, mancano gli uomini liberi.