172019Ott
Pink Life magazine: intervista al sen. Vincenzo D’Anna

Biologo e direttore di laboratorio di analisi chimico cliniche e microbiologiche. Nel 2007 diventa presidente di Federlab Italia, Associazione di categoria nazionale dei Laboratori privati di analisi, che ha Federato.

Il 3 novembre viene eletto presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi con il 45,2 % dei consensi, risultando il primo degli eletti.

Dopo una lunga carriera politica, iniziata dal suo paese natale, Santa Maria a Vico, cittadina del casertano, nel 2013 viene eletto al Senato della repubblica italiana.

È Vincenzo D’Anna, Enzo per gli amici di sempre, uomo di grande spessore culturale, eccellente comunicatore e con una spiccata ironia.

Da qualche tempo si è giunti allo smembramento dell’ONB, con la nascita degli Ordini regionali, scudo contro le ingiustizie e che tutela la categoria al fine di rinforzare e migliorare la rappresentanza della categoria stessa.

I vari Ordini, tra tanti, hanno il compito di indirizzare gli iscritti attraverso convegni, formazione sul campo, stage formativi o master in enti specializzati.

L’Ordine regionale è più vicino materialmente ai Biologi e in maniera concreta li inserisce in nuovi cicli produttivi.


La presenza di numerose figure professionali femminili all’interno dell’Ordine Nazionale dei Biologi da un valore aggiunto?

La presenza credo sfiori il 70% della categoria; il lavoro di ricerca, laboratorio, cosmetologia e nutrizione richiede pazienza e un’inclinazione all’ordine e alla precisione: sono peculiarità che riguardano la sfera del carattere femminile.

Che consiglio darebbe ai giovani studenti che si iscrivono alla facoltà di scienze biologiche, quali sono gli sbocchi lavorativi?

Bandiamo concorsi con circa 400 posti in vari enti pubblicio privati di grosse dimensioni. Prima il biologo era soltanto analista, laboratorista o insegnava. Oggi sono cresciuti in maniera esponenziale i nutrizionisti, i dietologi, chi si occupa della genetica forense, biologia molecolare, dello stato tossico dell’ambiente e del nostro patrimonio genetico, c’è il biologo che si interessa dei beni monumentali, della produzione e conservazione di alimenti, il biologo marino etc; poi, dovrebbe esserci un biologo in ogni comune italiano e delle vere e proprie sentinelle ecologiche.

Spesso dice che l’uomo non può illudersi di sopravvivere ad un ambiente malato, quali sono le conseguenze?

Non esiste un uomo sano in un’ambiente malato, alla fine contamina e distrugge se stesso. La natura non può sopportare tutti gli ‘insulti’ da parte dell’uomo. L’incuria e l’inquinamento ammalano, quindi, l’uomo deve proteggersi dalla stato tossico che modifica il patrimonio genetico. Da qui l’aumento delle malattie allergiche, le intolleranze, la leucemia, il melanoma, i tumori gastrointestinali, la psoriasi ecc.

Quanto conta la comunicazione dell’ONB nei rapporti con l’esterno?

Il gradimento è alto sia per la formazione che per la comunicazione. Abbiamo un giornale on line con circa sessanta mila accessi al mese. Il bimestrale Bios, dove scrive un parterre di persone di cultura, giornalisti, scienziati, una web tv e radio Bio che trasmette in streaming tutti i nostri convegni e oltre alla buona musica, anche rubriche e speciali da poter ascoltare semplicemente scaricando l’app ONB.