152019Ago
Le ombre dei nani

“Mai dire mai” recita il vecchio ammonimento, una specie di “salvacondotto” che la politica di piccolo cabotaggio pretende di poter utilizzare sulla base dei “precedenti” parlamentari. Credo che sia sulla base di tale pregressa consuetudine che Matteo Renzi abbia proposto un governo con il Pd, la Sinistra ed il M5S.

È lo stesso Renzi che qualche giorno prima si era scontrato con Franceschini e Zingaretti per sostenere l’esatto contrario, ovvero che non sarebbe rimasto un solo minuto in più nel Pd qualora i dem avessero aperto ad una collaborazione con i seguaci di Beppe Grillo. L’ex rottamatore ha ricordato i tempi in cui il partito democratico era diventato il bersaglio preferito degli strali pentastellati e lui stesso veniva indicato come l’origine di ogni scelleratezza politica. Si resta allora basiti allorquando, innanzi alla repentina piroetta delle Lega (che si chiama fuori dal Governo), lo stesso uomo politico sostenga l’esatto contrario. Si dirà che la faccia tosta e la memoria corta sono requisiti necessari per poter sopravvivere nella giungla politica. Giusto.

E tuttavia un argine decoroso deve pure essere messo in conto se non si vuole discreditare ulteriormente la politica, che già gode di pessima nomea. Non si tratta di anteporre a tanta sfrontatezza un baluardo morale, quanto un limite di buon senso e di minima coerenza, non fosse altro per rendere chiara la situazione in quella parte di popolazione che potrebbe essere chiamata ad aderire ad un nuovo partito chiamato Azione Civica, proposto dallo stesso ex sindaco di Firenze. In politica i mezzi depongono per i fini, e contrariamente alla lezione del Machiavelli, non emergono buoni risultati da ambigui comportamenti politici, né benefici generali dalla tutela di interessi particolari. E sono propri interessi di tipo particolare a spingere Renzi a fare l’esatto contrario di quel che affermava pochi mesi orsono. Egli invoca un governo del “chi ci sta” per evitare che aumenti l’Iva. Invoca un pastrocchio perché si possano tagliare i parlamentari. Entrambi gli argomenti sono artificiosi. L’aumento dell’Iva può essere sterilizzato, come avvenuto negli anni passati, tagliando 30 miliardi di spesa corrente. Che questi tagli siano poi concretamente fatti e non posti come spesa a carico dell’aumento del debito pubblico, si dovrà vedere in seguito.

Quanto alla riduzione dei parlamentari, si tratta di una vergognosa menzogna plurimamente offerta alla parte più becera degli elettori. Un argomento inutile sia sotto il profilo del miglior funzionamento della macchina della democrazia parlamentare, sia sotto il profilo del risparmio economico in un Paese, il nostro, che accumula, di anno in anno, montagne di debito statale in assistenza e beneficenza. Un argomento strumentale, insomma. Una specie di paravento morale da dare in pasto agli odiatori sociali, a quella categoria di elettori ormai esacerbata dalle mistificazioni della propaganda grillina. Abbiamo un parlamentare ogni 60mila abitanti e ci lamentiamo di non vederli, né di poterli contattare. Diciamo di temere la concentrazione del potere in poche mani (leggi: Fascismo alle porte) e riduciamo la rappresentanza dei cittadini in Parlamento? Ma ci sono anche altri protagonisti di questo inciucio balneare.

L’irruente Matteo Salvini che liquida in un battibaleno a Ferragosto un governo che per 14 mesi ha vissuto di tensioni tali da poter essere licenziato ben prima (oppure sopportato per un altro mese). Il leghista, vittima del suo stesso disprezzo per la democrazia parlamentare, riduce la complessa architettura costituzionale per andare a nuove elezioni con la presentazione di una mozione di sfiducia a Conte.

Dimentica la funzione ed il ruolo di garanzia del Presidente della Repubblica, i meccanismi che consentano di formare altre maggioranze eterogenee e bizzarre quanto si voglia, ma pur sempre identiche a quella che egli ebbe a formare con i 5S. In ultimo ma non per ultimo, ecco il terzo leader di questa sbracata crisi estiva: quel Gigino Di Maio che dopo aver lanciato, per anni, anatemi contro Renzi ed i governi di Centrosinistra, ora tace innanzi alla prospettata maggioranza alternativa pur di proteggere le chiappe agli onorevoli rappresentanti dei cittadini che in buona sostanza gradiscono rimanere dove sono alla faccia della polemica anti-casta.

Insomma il quadro rimane desolante innanzi alle piroette dei maggiori protagonisti della vita politica italiana ed alla loro bassa statura politica. Forse sono coscienti che quando il sole è basso all’orizzonte anche le ombre dei nani sono lunghe.