152019Feb
Biologi a favore dei vaccini. Tolti i fondi a chi li contesta

Dopo lo stop agli esami di Stato per protesta

Il presidente dell’Ordine, Vincenzo D’Anna: “Forzate le contestazioni delle università, avevamo già deciso la revoca. Siamo sempre stati a favore della profilassi medica”

I vaccini, dopo l’obbligo previsto dalla legge Lorenzin, sono diventati teatro di uno scontro – politico e anche scientifico – che ha coinvolto anche l’Ordine dei biologi per un parziale finanziamento alla ricerca dell’Associazione Corvelva, che fa parte dello schieramento Free Vax. Con questa intervista il presidente dell’Ordine, Vincenzo D’Anna, ha deciso di chiarire una volta per tutte la sua posizione e quella del Consiglio dell’Ordine.

Presidente D’Anna, le università di Pavia e di Padova hanno protestato contro l’Ordine dei biologi per i dubbi espressi sulla sicurezza dei vaccini e in particolare per le sue posizioni, definite antiscientifiche, e hanno addirittura bloccato gli esami per l’abilitazione alla professione. Come risponde?

Non posso che ribadire quello che ho sempre sostenuto, e cioè che nessuna attività è stata mai svolta contro la pratica vaccinale e contro la legge che la rende obbligatoria. Ricordando la funzione pubblica di un Ordine che mai può opporsi a una legge dello Stato. L’Ordine rappresenta oltre 15mila ricercatori, docenti universitari ed iscritti impegnati nella continua applicazione del metodo scientifico, e non può che essere fermamente convinto della validità e dell’efficacia della terapia vaccinale. Pertanto ritengo quantomeno forzate tutte le iniziative di protesta che si basano sul falso assunto che l’Ordine stia sostenendo campagne “No Vax” o che abbia indetto manifestazioni contrarie alla pratica vaccinale.

Presidente, lei è stato anche accusato di voler aumentare il numero degli iscritti all’Ordine per incrementare gli introiti.

Questa è un’accusa paradossale, perché è la legge e soltanto la legge che stabilisce l’obbligatorietà e le modalità di iscrizione all’Ordine per alcune categorie di professionisti.
 
Sono finiti sotto accusa due convegni organizzati dall’Ordine a cui sono stati invitati esponenti no vax.

A questi convegni hanno partecipato un premio Nobel come il professor Montagnier e luminari della scienza come il professor Tarro. E il tema dei vaccini, come molti altri, sono sempre stati trattati con metodo scientifico. Nel più recente, “Vaccinare in sicurezza”, non è stata mossa alcuna critica nei confronti dell’efficacia della pratica vaccinale, così come testimoniano gli atti che sono pubblici e quindi accessibili a tutti.

Ma il finanziamento alla ricerca del Corvelva è stato un errore?

Il nostro unico obiettivo è stato quello di far completare, mettendo a disposizione un supplemento di fondi oltre a quelli arrivati da privati cittadini, una ricerca che ritenevamo utile per avere un quadro più chiaro sulla reale sicurezza delle pratiche vaccinali in atto. Voglio precisare che l’Ordine non ha alcuna competenza a validare le analisi né ad accreditarle come incontrovertibili. Il nostro unico scopo è stato quello di far giungere a tutti i biologi le diverse opinioni scientifiche, appunto, sul tema dei vaccini o meglio, sulla loro sicurezza, in riferimento agli studi fatti da più parti nel mondo e già pubblicati, per verificare se i componenti utilizzati sono gli stessi indicati sull’etichetta e per cercare eventuali contaminanti. Devo aggiungere però che incautamente Corvelva ha dato anticipazioni su queste analisi che hanno dato luogo a strumentalizzazioni e polemiche. Si sarebbe invece dovuto completare l’iter e pubblicare su apposite riviste scientifiche gli esiti della ricerca, così come avviene secondo il corretto metodo scientifico. In altre parole, è mancata l’esperienza necessaria sia per pianificare un esperimento di sequenziamento e valutarne i risultati, sia per condurre un reale controllo sulla composizione di un vaccino. Dunque avevo già deciso di revocare il finanziamento. Proprio ieri, comunque, il presidente del Corvelva ci ha comunicato la decisione di restituire la somma di settemila euro che l’Ordine Nazionale dei Biologi aveva destinato come contributo alle analisi sul contenuto di alcuni vaccini in commercio.
Spero che questo ponga fine a ogni ulteriore strumentalizzazione.

Uno dei più critici nei confronti delle posizioni dell’Ordine è stato il professor Burioni, ritenuto ormai il più autorevole sostenitore della necessità delle pratiche vaccinali. Cosa gli risponde?

Questa è la domanda che mi fa più piacere, perché io, come lui, sono a favore dei vaccini e mi dispiace di essere stato frainteso e strumentalizzato, certo non da lui.  In queste ore sto scrivendo una lettera proprio al professor Burioni per chiudere una polemica che per me doveva essere chiusa da tempo e per invitarlo, se sarà disponibile, a un dibattito col professor Tarro, esclusivamente per il bene della scienza. Io credo che, al di là delle polemiche, la sicurezza dei vaccini sia un tema che stia a cuore a tutti, nell’interesse dell’intera comunità.