92017Ott
D’Anna: «Serve l’intervento dello Stato, non sono le Province a fare sprechi»

Il senatore di Ala: per Caserta occorre la deroga già adottata per Messina e Varese

La soluzione per fare uscire la Provincia di Caserta dell’impasse finanziario che potrebbe acutizzarsi di nuovo tra qualche mese, quando terminerà la gestione finanziaria provvisoria ci sarebbe. A spiegarlo è il senatore Vincenzo D’Anna. «Il caso della Provincia di Caserta è a me ben noto – dice – anche perché sono stato consigliere provinciale ed anche assessore per diverso tempo. Ma venendo invece alla mia competenza come parlamentare, l’unica soluzione percorribile è quella che è stata già adottata per altre Province e precisamente Messina e Varese e cioè prevedere, anche per Caserta, la deroga per il rientro rispetto alle somme dovute allo Stato a titolo di contributo».

Una strada che già è stata tentata ma alla fine per Caserta si è deciso di finanziare solo 10 milioni. È così?

«Sì è così. Lei fa riferimento all’emendamento presentato dalla deputata del Pd Camilla Sgambato che una prima volta dovette ritirarlo, mentre al Senato fu posta la fiducia e quindi non potemmo discuterli, mentre la seconda volta è passato solo il finanziamento di 10 milioni».

Qual è la soluzione?

«L’unica percorribile è insistere in sede parlamentare con tale emendamento e lo faremo in occasione della legge di stabilità perché se Caserta non riceverà tale esonero si ritroverà paralizzata perché il fatto serio non è che l’ente non ha soldi in cassa, perché ci sono, ma non per fare fronte ad un contributo di quell’entità chiesto a Caserta. Questa vicenda della Provincia l’ho più volte sollecitata in Senato ma andrebbero sensibilizzati anche il premier Gentiloni e il ministro Delrio, quest’ultimo fautore della legge di riforma delle Province. La soluzione definitiva è rimettere mano alla normativa, perché una volta non attuata la riforma con il referendum, quest’impalcatura deve essere ripresa anche alla luce della considerazione che un gran risparmio non c’è stato cancellando le Province».

Sono stati azzerati i costi della politica non prevedendo alcuna indennità per il presidente e i consiglieri provinciali?

«Vede: si parla tanto dei costi della politica ma non si dice che le prime voci di spesa che pesano sul bilancio dello Stato sono le pensioni, gli stipendi degli statali, gli interessi passivi e la sanità. Ripeto non vedo quale risparmio si sia avuto cancellando le Province. Per dimensione e storia a pesare negli anni è stato l’uso dissennato di fondi a carattere sociale».

Stamattina la commissione Igiene e Sanità del Senato per l’indagine conoscitiva su inquinamento ambientale e tumori in Terra dei fuochi sarà a Caserta in prefettura, ci sarà anche lei?

«Sì, ci sarò, per dire una cosa che ritengo fondamentale e cioè il caso Terra dei fuochi per come lo abbiamo affrontato fino ad oggi non esiste in quanto, su 200 siti analizzati non è stato trovato nulla in termini di rifiuti tossici e nocivi. Ciò non toglie che il fenomeno vada tenuto sotto controllo perché il vero problema è il fuoco che appicchiamo e quindi bisogna cambiare il metodo di analisi. Il registro dei tumori ci dice che sono in aumento delle patologie quindi occorre cambiare il controllo sulla tossicità».