202017Lug
Vaccini obbligatori: seduta n. 862 del 19/07/2017. Interventi in Aula del Sen. Vincenzo D’Anna

Pubblichiamo il resoconto stenografico di seduta, nonché il video, degli interventi in Aula del Sen. Vincenzo D’Anna – sull’esame degli articoli del disegno di legge: (2856) Conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.


D’ANNA (ALA-SCCLP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà, senatore D’Anna, anche se raccomando sempre la brevità. Io do, sì, la parola ma le cose si possono dire anche in maniera sintetica, esprimendo il concetto base dell’intervento.

D’ANNA (ALA-SCCLP). Signor Presidente, su questo argomento ci trasciniamo stancamente. Da una parte, c’è una maggioranza che ha finanche in uggia chi si pone dei problemi e chi pone dei problemi, perché deve evadere l’imperativo categorico di approvare la conversione di questo decreto-legge. Dall’altra, abbiamo un Ministro che dice corbellerie come quelle che poc’anzi ha detto, ovvero che ha valenza scientifica il fatto di dover rivaccinare chi ha già una immunità naturale attiva, che è quella permanente e, tra l’altro, è l’unica permanente. L’unica immunità che dà l’effetto gregge è quella naturale attiva da contagio per la malattia.

Ha ragione poi il senatore Maurizio Romani, e questo è il senso del mio intervento, nel dire che noi abbiamo un’istituzione, l’Istituto farmaceutico militare, che è preposto finanche a fronteggiare la guerra batteriologica e chimica. Esso, cioè, dovrebbe produrre dei vaccini o degli antidoti ai virus e ai batteri che ipotetici nemici in guerra con noi – Dio non voglia – potrebbero diffondere tra le nostre truppe.

È mai possibile che con una spesa di 110 miliardi di euro, perché tanto costa alla sanità, non siamo in grado di attrezzare questa istituzione, già presente e già funzionante, per fare i vaccini monodose?

Chiedo allora all’Assemblea: uno Stato che si arroghi il diritto di prendere i genitori per le orecchie e obbligarli a fare cose che, a ragion veduta, non vogliono fare, è uno Stato serio, se poi si piega alla logica mercantile del Ministro e delle case farmaceutiche? È un interrogativo ininfluente in quest’Assemblea, dove abbiamo dissertato per giorni sul sesso degli angeli?

Ci troviamo di fronte alla più patente delle sconfitte dello Stato che si piega alla logica mercantile di chi dice: o compri il mio prodotto, o il prodotto non te lo fornisco secondo le tue esigenze. Ne deriva che assoggettiamo tutta la popolazione.

Signor Presidente, non se se gli astanti o i cosiddetti addetti ai lavori – Commissione, Ministro e mi rivolgo anche al senatore Bianco, che mi sembra la persona più ragionevole e dialogante – sappiano che abbiamo ritirato il vaccino Morupar, con il quale abbiamo vaccinato 14 milioni di bambini italiani, dieci anni dopo il Canada e cinque anni dopo la Germania. Solo dieci anni dopo l’AIFA ha dichiarato questo vaccino portatore di complicanze e danni. Erano figli di uno dio minore questi 14 milioni di bambini italiani? (Applausi della senatrice Simeoni)

PRESIDENTE. Restiamo al tema.

D’ANNA (ALA-SCCLP). Se non prevalgono il buonsenso e il senso di precauzione, ma rimane solo l’improntitudine del Ministro, di cosa vogliamo discutere? Volete evadere questa pratica? Ponete la fiducia, la voteremo e poi ce ne andremo. (Applausi dei senatori Campagnone e Pagnoncelli)


D’ANNA (ALA-SCCLP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D’ANNA (ALA-SCCLP). Signor Presidente, noi dovremmo chiederci, innanzitutto, di cosa stiamo parlando in termini di risparmio. Ognuno, infatti, si arrovella sul fatto che bisognerebbe risparmiare, inserendo il termine «di norma« o «nei limiti della spesa». Dovremmo, quindi, chiedere al presidente Tonini a quanto ammonti il quantum.

Su un sistema sanitario che ci costa, nominalmente, 110 miliardi più qualche altra miliardata di debito, noi dovremmo capire, in termini assoluti, questo maggior esborso rispetto al costo complessivo del sistema a quanto ammonti: all’uno per cento, allo 0,5 per cento, al 3 per cento, anche con riferimento alla delicatezza dei soggetti ai quali questo farmaco viene somministrato: bambini di pochi mesi o pochi anni.

Ascoltavo prima l’accorato appello del senatore Mancuso e gli applausi che ne venivano perché, a quanto pare, qui chi ha perplessità, come diceva in maniera egregia la senatrice Dirindin, passa per un cavernicolo, per qualcuno che non vuole i vaccini. Ora, io non se siete informati del fatto che in queste ore la Food and Drug Administration americana ha ritirato dal commercio e posto in quarantena il vaccino riguardante il meningococco dei gruppi A,C e Y e l’oligosaccaride della difterite. Mi auguro che l’Aifa italiana non faccia come nel caso del vaccino che il Canada ha ritirato dieci anni fa e che noi abbiamo ritirato dieci anni dopo.

Questo a riprova del fatto, con tutto il rispetto dei medici qui presenti e di tutti i cultori della verità, che le verità vengono confutate di giorno in giorno. Questo era un vaccino che tra qualche mese poteva essere iniettato ai nostri figli e ai nostri nipoti. C’è qualcuno che può confutarlo?

Allora mettiamoci un po’ con l’animo in pace. Se dovete prenderci per i fondelli, aggiungendo le parole «di norma» o «nei limiti», siete come coloro i quali, volendo risanare il bilancio familiare, si preoccupano di quante stringhe per le scarpe devono comprare e non di quante volte andare a cena fuori o a teatro. Manca la base non solo del buonsenso, ma della serietà. In questa discussione l’approssimazione e la tracotanza dovute all’obbligatorietà sono pari solo alla superficialità e alla furbizia con le quali si è approcciato il problema e lo si vuole portare a termine, come se fosse un compito di natura squisitamente politica.

Quali subemendamenti ho proposto? Sempre quelli derivanti dal buonsenso: ho proposto, oltre all’eliminazione delle parole «di norma», che lo Stato italiano chieda per tutti i vaccini, sia per quelli monodose e monocomponente che per quelli polivalenti, che contengano solo ed esclusivamente l’antigene dell’agente patogeno batterico virale che riguardi la vaccinazione che intendiamo praticare e non contengano assorbenti, additivi, nanoparticelle e altre sostanze che niente hanno a che vedere con l’effetto immunizzante del vaccino. Ovviamente dobbiamo interpellare il presidente Tonini, che ha già espresso parere negativo, perché dobbiamo vedere quanto ci costa non iniettare fetenzie ai nostri figli e ai nostri nipoti.

Signora Ministro, ho a portata di mano la famosa norma riferita all’ospedalità pubblica (che comporta un deficit in Italia di qualche miliardo di euro all’anno) secondo cui si sarebbe dovuto controllare se il rapporto tra costi e ricavi non eccedesse prima il 10 e poi il 5 per cento. È stata posta in essere quella norma? La senatrice Dirindin, infatti, che è economista, potrebbe spiegarci che, applicata quella norma, si potrebbero risparmiare dai 2 agli 8 miliardi di euro l’anno. Altro che vaccini monodose, vaccini privi di sostanze, additivi, conservanti, metalli pesanti e altre schifezze, di cui sono composti attualmente i vaccini, potremmo pretendere!

È un discorso di buonsenso questo? È un discorso rispetto al quale qualcuno dovrebbe darci una risposta, non con certezza scientifica, e mi rivolgo al collega di Alternativa Popolare che mi diceva di essere un medico: i soggetti vaccinati, perché dovrebbero aver paura dei non vaccinati? Se sono vaccinati, da chi sono minacciati? Da nessuno. (Applausi dal Gruppo GAL (DI, GS, MPL, RI) e dei senatori De Pin e Pepe)

Quindi, se uno di noi va a trovare il senatore Albertini ed è immunizzato non prenderà il morbillo. Perché si vuole imporre al senatore Albertini di vaccinarsi? Il discorso è questo ed è il contrario. Perché volete imporre al popolo italiano di vaccinarsi e volete convertirlo a colpi di vaccino sulla testa? Procedete per approssimazioni, solo perché il presidente Tonini vi dice che i soldi non li ha, quando nel Sistema sanitario nazionale, ogni mese, ogni giorno e ogni minuto, i soldi li buttate dalla finestra, e i bambini devono vedere inoculate nel proprio organismo sostanze che con i vaccini non hanno niente a che vedere. Me la sapete dare una risposta?

Ho aggiunto un altro subemendamento, secondo cui i vincitori delle gare pubbliche – che mi auguro siano limpide, oltre che aperte a tutto lo scibile dei produttori – devono fornire sia i poli-vaccini, sia i mono-vaccini. Non ci si può prendere solo il filetto, ma si deve mangiare anche lo spezzatino, perché chi garantisce i filetti se n’è fatto portare qualche chilo a casa. (Applausi dei senatori De Pin e Pepe). Voi che volete lo Stato etico, dovete garantire che questo Stato sia onesto, come la moglie di Cesare: non solo deve essere onesto, ma deve anche apparire tale!

Questo è ciò che vi sto chiedendo e non sto dicendo che siete stralunati perché volete vaccinare i bambini. C’è la tracotanza dello Stato etico, che vuole rompere il nesso sacro del diritto naturale, che intercorre tra genitore e bambino e vuole interporre il proprio modo di vedere la tutela della salute dei ragazzi e dei bambini. Di converso, però, tale Stato non ha la minima preoccupazione ad iniettare sostanze che non hanno niente a che vedere, con vaccini che vengono ritirati dal commercio dagli americani. Tra quanti anni lo ritireremo dal commercio e lo metteremo in quarantena, anche in Italia? C’è qualche medico o qualche scienziato qua dentro che me lo sa dire? Dove sta la farmacovigilanza? Andiamo a rimorchio degli interessi delle case farmaceutiche, perché in Italia abbiamo messo in ginocchio sia la ricerca che la farmacovigilanza. A Napoli si dice che è tutto un “magna magna” ed è questa la sensazione che traggo, non quella delle vestali o di coloro che difendono lo Stato, la sua onestà e i cittadini italiani (Applausi dal Gruppo ALA-SCCLP e dei senatori De Pin e Pepe)


D’ANNA (ALA-SCCLP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D’ANNA (ALA-SCCLP). Signor Presidente, noi andiamo di fretta, ma innanzitutto vorrei sottoscrivere l’emendamento 3.35. Desidero poi ribadire che i soggetti vaccinati non sono minacciati dai non vaccinati, ad esempio se ci troviamo al cospetto di bambini vaccinati in cui l’educatore non si sia vaccinato. Ciò a meno che non vogliate allargare l’imposizione alla fascia d’età da sedici a novantasei anni; in quel caso saremo in un’orgia di statalismo e di onnipotenza per cui la gente vi verrà a prendere con le mazze. (Applausi della senatrice De Pin)

DE BIASI (PD). Come si permette? Questa è incitazione alla violenza!

PRESIDENTE. Senatore, non c’è bisogno di usare questi toni.

D’ANNA (ALA-SCCLP). Chi siete voi per comprimere il diritto di un insegnante che non si vuole vaccinare quando i bambini sono vaccinati? Cos’altro devono temere?


D’ANNA (ALA-SCCLP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D’ANNA (ALA-SCCLP). Signor Presidente, non c’è tempo perché abbiamo i secondi contati. Sento la collega che ci richiama su una sentenza che dice che il diritto soggettivo, o meglio il diritto naturale, deve soccombere rispetto all’interesse generale; questa soppressione, però, sottende la minaccia concreta e immediata degli interessi generali della salute. Vivaddio, in questo caso questo non c’è. È vero che ci sono i bambini immunodepressi – e bene ha fatto il collega Maurizio Romani a dirci che sono immunodepressi anche per la candida, per lo streptococco, per il virus del raffreddore e quindi dovremmo vaccinare tutti gli altri per tutto lo scibile batteriologico e virologico umano – ma c’è un’immediata considerazione da fare. Quando il popolo…

PRESIDENTE. Concluda, senatore D’Anna.

D’ANNA (ALA-SCCLP). Sto concludendo. Purtroppo le cose importanti le dobbiamo dire in dieci secondi. Quando il popolo viene afflitto da un Stato tracotante prende delle scorciatoie. Io vi farò omaggio tra qualche settimana dei falsi certificati che a Forcella stamperanno per le vaccinazioni già avvenute e costeranno meno dei 100 euro che è la sanzione minima. (Applausi del senatore Gaetti)


D’ANNA (ALA-SCCLP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Senatore D’Anna, cumulando i minuti, il suo intervento è sempre lunghissimo.

D’ANNA (ALA-SCCLP). Mi ricollego alle perplessità della senatrice Puglisi sui bambini immunodepressi che potrebbero essere contagiati dal personale sanitario, docente o non docente. Ora, forse c’è un pericolo a seconda della fonte che veicola l’agente infettivo? Lo chiedo agli illustri medici che si esprimono aulicamente come il senatore Romano. Fateci capire: se si contagia perché il bambino non è vaccinato l’immunodepresso rischia; se si contagia perché c’è l’operatore sanitario o scolastico non rischia? Allora, scusate, innanzitutto elevo la mia protesta perché il patto Molotov‑Zanda e Ribbentrop‑Romani viene conculcato in questo emendamento, e do atto alla senatrice Rizzotti di avere accettato la trasformazione in ordine del giorno.

PRESIDENTE. Concluda la frase, senatore; un minuto alla volta, l’intervento è lunghissimo.

D’ANNA (ALA-SCCLP). Signor Presidente, sottoscrivo l’emendamento 3.48.


D’ANNA (ALA-SCCLP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D’ANNA (ALA-SCCLP). Signor Presidente, lei sta facendo una corsa e ci dispiace.

PRESIDENTE. Assolutamente no. Sto concedendo tempi extra perché l’argomento lo merita.

D’ANNA (ALA-SCCLP). Lei ritiene che questo sia un modo per approfondire gli emendamenti e andare avanti. Capisco che andate di fretta, perché la vostra logica è la logica dei numeri, ma sono preoccupato per la sua immagine, Presidente.


D’ANNA (ALA-SCCLP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D’ANNA (ALA-SCCLP). Signor Presidente, sono preoccupato, perché quando Neri Marcorè le fa la caricatura dice: «Io sono Gasparri e dico cose che non capisco…». (Commenti dal Gruppo PD)

PRESIDENTE. Ha smesso da anni, purtroppo. Ha giovato alla mia popolarità e sono rammaricato che si dedichi ad altre interpretazioni.


D’ANNA (ALA-SCCLP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D’ANNA (ALA-SCCLP). Signor Presidente, avete soppresso poc’anzi un emendamento capestro.

PRESIDENTE. Guardi, anche il suo microfono si rifiuta e scende giù da solo.

D’ANNA (ALA-SCCLP). Devo dire la verità, caro Marcorè.

PRESIDENTE. Senatore D’Anna, si rivolga con rispetto alla Presidenza, che accetta lo scherno fino a quando c’è un limite. Non vorrei ribattere sullo stesso piano. Faccia il suo intervento.

D’ANNA (ALA-SCCLP). Il mio microfono scende quando parla lei.

PRESIDENTE. Lo so, anche i biologi la vogliono fare Presidente. Li compiango.

D’ANNA (ALA-SCCLP). Stia al suo posto e faccia quello che deve fare.

PRESIDENTE. E lei intervenga.

D’ANNA (ALA-SCCLP). Bene. Avete soppresso testé questo emendamento e avete fatto bene, perché le agenzie battono la notizia che al question time della Camera un noto parlamentare ha detto che Napoleone ha combattuto ad Auschwitz. Volevo quindi complimentarmi.

Per quanto riguarda questo emendamento, al riferimento alle farmacie aggiungete anche quello alle parafarmacie: visto che le vaccinazioni le volete fare in farmacia, credo che anche il droghiere possa essere abilitato a farle.


D’ANNA (ALA-SCCLP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D’ANNA (ALA-SCCLP). Signor Presidente, a me risulta personalmente che presso il Ministero della salute giacciono centinaia di pratiche puntualmente inevase, tanto che molti avvocati – forse per l’eccessivo numero di appartenenti a questa categoria – si sono specializzati nel recupero delle spettanze dovute alle persone colpite sia dal virus dell’HIV sia dall’HGV allorquando non si conoscevano queste cose. Credo che tra vent’anni ci saranno i ricorsi per i soggetti che sono stati massicciamente colpiti dagli eventi avversi – che sono diverse centinaia – sebbene qui, pervicacemente e con grande reticenza, nessuno ne vuole parlare.

Presidenza della vice presidente LANZILLOTTA (ore 18,32)

(Segue D’ANNA). Sottoscrivo questo emendamento, Presidente, e vorrei sapere se è possibile che nella replica il Ministro ci dia contezza del numero preciso delle istanze giacenti al Ministero, anche perché non si capisce perché 20 unità e non 15, e non 40 o 50, perché in un contesto serio ‑ e non voglio offendere dicendo chi non è serio ‑ questo numero di richieste di distacchi e di comandi si sarebbe giustificato portando a conoscenza dell’Assemblea…

PRESIDENTE. Per cortesia, concluda, senatore, siamo in dichiarazione di voto.

D’ANNA (ALA-SCCLP). Lei pure va di fretta?

PRESIDENTE. Io procedo secondo i tempi del Regolamento che sono scaduti, quindi la prego di concludere.

D’ANNA (ALA-SCCLP). Ho capito. Mi fa concludere?

PRESIDENTE. Sì, ma ha anche esaurito il tempo a disposizione e, siccome lo chiedeva, la replica del Ministro non è prevista in dichiarazione di voto. Concluda la sua dichiarazione di voto.

D’ANNA (ALA-SCCLP). Sto chiedendo al Ministro di informare l’Assemblea sul numero delle pratiche delle persone lese che hanno diritto al rimborso per queste pratiche, riguardanti le quali si chiedono 20 unità di distacco.