132017Lug
Vaccini obbligatori: seduta n. 857 del 12/07/2017. Intervento in Aula del Sen. Vincenzo D’Anna. Esame degli articoli

Pubblichiamo il resoconto stenografico di seduta, nonché il video, dell’intervento in Aula del Sen. Vincenzo D’Anna – sull’esame degli articoli del disegno di legge: (2856) Conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.


D’ANNA (ALA-SCCLP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D’ANNA (ALA-SCCLP). Signor Presidente, la tranquillizzo, non ho niente da accantonare.

Quando ho fatto prima quella battuta, lei si è rivolto a me invitandomi a non avere ludopatie. Adesso il gioco sarebbe facile nel chiederle se questa le sembra una cosa seria. Tuttavia mi astengo dal farlo, perché vengo da una militanza politica e so che gli accordi tra forze politiche sono questioni di tutti i giorni. Non faccio il moralista e non dico al senatore Romani, che è dell’opposizione, che, se vuole fare accordi con Zanda, li deve fare alla luce del sole, perché altrimenti c’è un’altra maggioranza. Se si fa un accordo tra il maggior partito di opposizione e quello di Governo, nessuno si scandalizza.

Ho fatto quella battuta, invitando a dirci quali sono i 20 emendamenti su cui si sono messi d’accordo. Credo che quelli del Gruppo Forza Italia siano gli emendamenti a prima firma della senatrice Rizzotti. Mi fa piacere che la dottoressa Rizzotti, che è capace, abbia ottenuto un risultato. Tuttavia, gli altri emendamenti non sono figli di un Dio minore. Pertanto, o accantonate tutto – al ministro Lorenzin, adesso impegnata al telefono, non manca la faccia tosta, né l’inventiva per inventarsi l’accantonamento di qualcos’altro – e ci rivediamo verso le ore 21 in seduta notturna…

PRESIDENTE. Senatore D’Anna, qual è la sua richiesta?

D’ANNA (ALA-SCCLP). L’argomento è talmente pedissequo da seguire e così importante che noi dobbiamo fare la seduta notturna. E sapete perché? Consentitemi una digressione. Quando ero sindaco, un consigliere dell’opposizione mi fece votare, articolo per articolo, tutto il bilancio del Comune. Alle 4 di mattina mi rivolsi al mio oppositore e gli chiesi cosa aveva creduto di fare. La risposta napoletana fu: «Niente. Questo ti potevo fare e questo ti ho fatto».