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D`Anna: noi verdiniani fatti fuori, ma Matteo non sarà il premier

«Non vedo in giro dei Jepp Gambardella con il potere di far fallire le feste come nel film di Sorrentino. Chi avrebbe il potere di far saltare questa legge elettorale? In Forza Italia, per quanto qualche parlamentare possa andare in tv a dire tutto e il contrario di tutto, dopo Berlusconi, comanda il cane Dudù. E lo stesso nel Movimento 5 Stelle dove basta un post sul blog di Grillo per mettere in riga tutti i miracolati che si sono trovati in Parlamento». È sconsolato Vincenzo D ‘Anna, senatore verdiniano originario della provincia di Caserta, ma non si da per vinto. Anzi, da giorni invia ad amici e giornalisti un sms tramite Whatsapp in cui spiega le storture della legge elettorale. D’Anna è celebre a Palazzo Madama perché non usa mezze misure anche nel registro linguistico al punto che l’altro giorno nella buvette del Senato si poteva sentire distintamente la sua voce mentre in dialetto accusava Alfano «il guappo ‘ e cartone».

Perché se la prende con il leader di Ap?

«L’errore è stato suo e alla fine siamo rimasti fottuti pure noi. Se a suo tempo avesse accettato il Rosatellum, un sistema misto tra maggioritario e proporzionale, Renzi non avrebbe mai aperto la porta a Berlusconi perché i numeri ci sarebbero stati anche al Senato per votarlo».

E perché Alfano non ha accettato?

«Perché con quel sistema si sarebbe dovuto fare da parte e invece voleva fare il leader, ora voglio vedere cosa farà dopo aver creduto di essere l’uomo delle mezze stagioni sempre indispensabile. Verdini lo aveva messo in guardia, ma non ha voluto ascoltare».

Con lo sbarramento al 5% Renzi vi ha fatti fuori, vi ha deluso?

«Siamo rimasti sorpresi da Renzi perché non ci ha coinvolto per discutere della legge elettorale, però nulla di nuovo. Già siamo stati delusi dalla formazione del governo Gentiloni quando ci fu negato un ministro per darci pari dignità dopo che eravamo stati decisivi nei mesi precedenti per il suo esecutivo».

E ora cosa farete?
 
«Domani abbiamo una riunione a Roma insieme a Scelta Civica di Zanetti per decidere, ma di sicuro non parteciperemo ad ammucchiate. Se si creerà un nuovo soggetto politico dovrà guidarlo una nuova personalità che non può essere Alfano, ma nemmeno Verdini, Lupi, Cicchitto o Quagliariello, tanto per fare dei nomi».

C’è il progetto di Parisi, può interessarvi?

«Non c’è solo Parisi, questo nuovo soggetto potrebbe guidarlo pure una donna che viene dalla società civile o altri personaggi che non hanno fatto parte di questa stagione politica».

Qualche nome?

«Ma no, nomi non ne faccio. Dico solo che di maquillage ne sono già stati fatti parecchi ed eventuali accozzaglie fallirebbero ancor prima di cominciare».

Sembra finita. Le dispiacerà non tornare a Palazzo Madama?

«Se la legge elettorale fosse stata effettivamente quella tedesca mi sarei cimentato in un collegio dove se sei una persona apprezzata ce la puoi fare. Con questa legge scritta da tre bari con meccanismi pseudo-truffaldini invece vince il capolista bloccato. Comunque non me l’ha ordinato il medico di fare il parlamentare».

Addirittura legge truffaldina.

«Secondo i sondaggi con questo sistemano ci sarà una maggioranza, l’unica possibile sarebbe quella tra Renzi e Berlusconi con il Cavaliere al posto di Alfano. Solo che Renzi ha fatto male i conti: cosa accadrebbe se il Cavaliere chiedesse che il premier del nuovo governo lo facesse una persona diversa dal segretario del Pd, tipo Gentiloni, Calenda o altri?».