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Seduta n. 824 del 17/05/2017. Intervento in Aula del Sen. Vincenzo D’Anna

Pubblichiamo il resoconto stenografico di seduta, nonché il video, dell’intervento in Aula del Sen. Vincenzo D’Anna – Discussione del disegno di legge: (580-B) – Demolizione di opere abusive.


PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore D’Anna. Ne ha facoltà.

D’ANNA (ALA-SCCLP)Signora Presidente, non entro nel merito della questione che, per la verità, è stantia: se ne sente parlare almeno da una decina d’anni. Intervengo, invece, chiedendo l’attenzione del Governo, su una circostanza che riguarda la mia Regione, la Campania, che rispetto a tutte le altre Regioni d’Italia è stata defraudata – e ripeto il termine: defraudata – dei benefici del condono della legge Berlusconi.

Ricordo a me stesso e agli astanti che l’allora governatore della Regione Campania, Antonio Bassolino, impugnò la legge Berlusconi e chi ha dovuto sanare sotto l’imperio della legge regionale che volle Bassolino stesso ha pagato oneri con un costo doppio rispetto alle altre Regioni, con la metà delle cubature da sanare. Chiedo allora, per i 6 milioni di cittadini della Campania o, meglio, per quelli che si trovino in quelle condizioni, perché debbono continuare a essere figli di un dio minore, quindi a dover pagare il doppio per sanare la metà delle volumetrie relative agli abusi. Dovete rispondere voi, perché voi siete il Parlamento, non potete delegare ad altri.

Ricordo che non è solo un fatto meridionale. L’ultimo condono l’ha ottenuto l’Emilia-Romagna, nel silenzio generale delle vestali e dei moralisti alle vongole, che ogni qual volta c’è qualcosa che riguardi la Campania o il Sud d’Italia levano forte la propria voce. Si saranno distratti in Emilia-Romagna.

Dovremmo poi parlare della tipologia degli abusi. Da un lato si chiede infatti il solito rigore e, dall’altro, si vorrebbe venire in soccorso degli abusi di necessità. Dovremmo metterci d’accordo. Ci dovremmo, come sempre, mettere d’accordo per capire se esiste la morale elastica, quella delle mezze vergini, quella per la quale la morale è una questione prospettica; se valgono gli abusi delle due piscine di Beppe Grillo nella zona residenziale di Genova, se valgono i sedici abusi condonati del figlio di Dario Fo, se valgono le terrazze abusive di Michele Santoro. C’è tutta una bella casistica. Eppure li hanno condonati.

Parlare invece oggi di condono non è stato possibile; con il terremoto in Emilia-Romagna lo abbiamo fatto, ma noi non lo possiamo fare. Nella zona di Pozzuoli e nella zona flegrea dobbiamo affidarci ancora una volta al bradisismo. Credo infatti che il bradisismo possa risolvere il problema perché inghiotte le case abusive e siamo in grazia di Dio. Ricordo infatti che per rimuovere tutte le case abusive ci vorrebbe un miliardo di euro e non i 10 milioni di euro che la Commissione bilancio si affanna a spostare da un anno all’altro.

Voi, epigoni dell’ambientalismo, mi dovreste poi spiegare in quale discarica andreste a mettere il materiale di risulta costituito da decine di migliaia di metri cubi. Trasformate Capri e Ischia in discariche a cielo aperto? O vogliamo portarlo qui, a Piazza Montecitorio, davanti a Palazzo Chigi?

Sono questi i problemi che dobbiamo affrontare e non dobbiamo farlo con il moralismo da quattro soldi che vale a seconda della longitudine e delle Regioni nelle quali il condono è stato usato e abusato. Ho fatto solo alcuni nomi di personalità famose, ma ne posso fare un’altra trentina. Il problema quindi è che con il provvedimento al nostro esame non si salva niente, perché esso è un’altra presa per i fondelli per la povera gente che ha dovuto fare gli abusi di necessità. Non facciamo altro che dire al magistrato la tempistica da utilizzare, con la furbizia tipicamente italiana (Casson ha ragione), ma occorre ragionare prima che si arrivi all’applicazione di quella sentenza. Perché il Parlamento non ha votato una legge che lasciava decadere ipso iure i sindaci che non approvavano i piani regolatori? Lo scopriamo adesso?

Vorrei raccontarvi una mia facezia: sono stato ospite di un amico a Salina, dove con piacere ho saputo che parecchi colleghi di quest’Assemblea, che vanno per la maggiore, avevano delle ville nelle quali appena uscivano dalla porta si trovavano con i piedi nell’acqua. Si potrebbe dire che all’epoca non c’era la cosiddetta legge Galasso, ma io ritengo che la moralità non sia figlia dei tempi. Voi andate ad abbattere un bagno e una stanza da letto della casa di una famiglia, che vengono usate dal figlio perché non ha la possibilità di andare altrove e affittarsi una casa, e vi tuffate, belli, paciosi e moralmente rinfrescati, nelle candide e limpide acque delle isole Eolie.

Se vogliamo ragionare, dobbiamo farlo su questo; dobbiamo ragionare sul fatto che i cittadini hanno abusato, ma lo hanno fatto per stato di necessità e noi non salveremo nemmeno quelle case perché, da italioti furbastri quali siamo, stiamo confezionando solo una legge, ma gli abbattimenti non potranno mai essere fatti, salvo per i poveri fessi che ci incappano. Ricordo infatti che i soldi e le discariche non ci sono e che non siamo stati in grado di fare il condono in Campania. Abbiamo defraudato milioni di persone della possibilità di sanare gli abusi che in altre Regioni sono stati sanati. Mi chiedo allora se volete ragionare in merito e siete in buona fede – cosa della quale dubito fortemente da quando frequento quest’Assemblea – se non volete solo strumentalizzare la questione e fare i difensori dell’ambiente.

Sono andato a Grosseto e ho visto per esempio quella bella ciminiera dove si produce energia elettrica a carbone del signore De Benedetti, tessera n. 1 del PD; ho visto abusi a Capalbio e nella Garfagnana, ma lì ci sono i maître à penser e le intellighenzie, che non commettono abusi, ma probabilmente fanno grondare quelle mura della loro scienza e della loro sapienza.

Interessatevi alla povera gente, farete la metà del vostro dovere! (Applausi dal Gruppo ALA-SCCLP. Congratulazioni).