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Seduta n. 820 del 10/05/2017. Intervento in Aula del Sen. Vincenzo D’Anna

Pubblichiamo il resoconto stenografico di seduta, nonché il video, dell’intervento in Aula del Sen. Vincenzo D’Anna – Discussione e approvazione, con modificazioni, del disegno di legge costituzionale: (2643) – Modifiche Statuto Trentino-Alto Adige/Südtirol per tutela minoranza ladina.


PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore D’Anna. Ne ha facoltà.

D’ANNA (ALA-SCCLP). Signor Presidente, ci troviamo di fronte a un provvedimento di rivisitazione storica. Io sarò anche datato, ma ricordo l’Accordo De Gasperi-Gruber e ricordo che non fu agevole trovare una forma di mediazione e di accordo con la popolazione altoatesina, che loro in genere chiamano Südtiroler. Non voglio scomodare la Grande Guerra, né i siciliani, i calabresi, i pugliesi e i campani, che sono andati lì a dare il sangue perché quelle Regioni fossero redente.

Non userò la retorica, ma userò la storia. Rispetto a quello che si legge in questo testo, va detto innanzitutto che, se vogliamo il federalismo, non possiamo fare queste imposizioni ex lege al Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige e ai consigli provinciali, che non so se sono rimasti ancora in piedi, ma ci sono i Comuni cui dovrebbero essere state delegate e trasferite dalla Regione alcune funzioni.

Voglio però complimentarmi con i colleghi del Südtiroler Volkspartei e lo faccio da meridionale, perché se avessimo la faccio tosta e la capacità politica di ricatto e di condizionamento che hanno questi signori, probabilmente noi meridionali non passeremmo per dei pezzenti che ogni tanto stanno con la mano tesa a chiedere qualche prebenda, come si dice dalle vostre parti.

Ho girato anch’io l’Italia e una volta qualcuno mi ha sbattuto la porta in faccia e non mi ha fatto mangiare perché ero italiano. Non voglio rivangare questi episodi, ma questa è una furberia politica: voi state modificando il manuale Cencelli. Che c’entra la libertà e l’autonomia dei ladini con il fatto che i capitoli di bilancio degli stanziamenti debbano essere approvati all’unanimità o con la maggioranza o il beneplacito dei consiglieri ladini? È come se all’interno del Consiglio provinciale o del Consiglio regionale ci fossero consiglieri che hanno, a differenza degli altri, una facoltà o potestà di decisione o interdizione. Che ve ne dovete fare di questa norma? «Me minoranza linguistica, tu dare me altro denaro».

Allora la volete smettere, sì o no? Perché io chiedo invece, per la minoranza, napoletana, attribuzioni speciali. Le chiedo in nome di Benedetto Croce, di Eduardo De Filippo, di Salvatore Di Giacomo, di Giambattista Vico, insomma di tanta gente che all’Italia avrà dato qualcosa.

Nel provvedimento in esame voi volete la spartizione delle Vice Presidenze (una a me, una a te e un’altra ai ladini). Volete la modifica del sistema elettorale, ma se siete il 40 per cento della Provincia di Bolzano, perché vi si dovrebbe fare un sistema elettorale per garantirvi i seggi? I ladini votano per la lista dei ladini e si prendono il 40 per cento dei seggi con un bel sistema proporzionale, come tutte le altre forze politiche. Perché volete fare i figli della gallina bianca?

E agli amici della Lega Nord chiedo: perché qua dentro, quando si parla di un meridionale, state lì con il microscopio? Parlate di Roma ladrona e di assistenzialismo, dite: “noi produciamo e gli altri pappano”. Ebbene, questi sono vostri parenti, perché stanno nelle valli, e possono avere il diritto di approvare il bilancio. Non so se avete letto questa disposizione: se la maggioranza del gruppo ladino non approva un capitolo di bilancio, si riunisce una commissione di tre persone, tra cui un ladino, e stabilisce se quel capitolo di bilancio è congruo per gli stanziamenti.

Poi che altra bella cosuccia ci siamo inventati? Noi aboliamo le Province perché sono fonte di sperpero e andiamo a creare il Comun General de Fascia, al quale la Regione andrà a delegare, così come faceva con le Province, funzioni e attribuzioni.

Ennio Flaiano diceva che l’Italia è un Paese dove sono accampati gli italiani. Noi infatti ci sentiamo accampati, perché ci sono tante minoranze linguistiche, come quella greco-albanese in Calabria, eppure nessuno si sogna di avere per queste minoranze linguistiche dei sistemi elettorali, delle procedure di approvazione di bilancio, degli Statuti speciali, né tantomeno si sogna che lo imponga lo Stato a quelle comunità. Mi chiedo quindi: siamo o non siamo federalisti?

Per queste ragioni noi ci asteniamo, perché questo non è un provvedimento serio, ma l’ennesima pastetta che chiedete allo Stato italiano. Tuttavia, c’è ancora qualche italiano che dice: vergognatevi, perché queste sono prebende, non momenti di indipendenza e di tutela delle minoranze. Questo è il manuale Cencelli del potere, perché a questo mirate e null’altro desiderate. (Applausi dai Gruppi ALA-SCCLP e Misto).